16 aprile 2024

Paola Monteferri: Da Pioniera del Settore IT a Sostenitrice delle Startup Innovative



Paola Monteferri, Business Angel di Italian Angels for Growth (IAG), Senior Sales leader a livello EMEA con più di 30 anni di esperienza in ambito IT, vanta un’importante esperienza di sviluppo del business e di gestione vendite, nonché conoscenze approfondite in ambito Intelligenza Artificiale e Machine Learning, Hybrid Cloud, Analytics, trasformazione digitale, sistemi mainframe e modelli di software pricing. Conosciamola meglio.

Puoi raccontarci la tua esperienza professionale e i momenti più significativi della tua carriera in cui hai affrontato sfide complesse?

Dopo la laurea in Scienze Statistiche ed Economiche conseguita presso l’Università La Sapienza di Roma ed un breve periodo nell’ambito della ricerca, sono entrata in IBM convertendomi all’Information Technology, anche in considerazione del fatto che in quegli anni la statistica soffriva della carenza di quello che oggi è conosciuto come il “nuovo oro”: i dati.

In azienda, la prima sfida è stata soprattutto di vita in quanto, dopo un primo corso inziale di tre mesi, sono stata “catapultata” negli Stati Uniti, ma non a New York o a San Francisco bensì in una piccola cittadina della Nord Carolina formatasi intorno ai Laboratori di Ricerca e Sviluppo dell’azienda. Così dalla capitale d’Italia mi sono ritrovata a vivere per mesi da sola, lontana dai miei affetti, nella sperduta provincia americana conoscendo molto poco la lingua e non sapendo nulla di informatica. I primi mesi sono stati davvero difficili ma i miei manager di allora avevano capito prima di me che ce l’avrei fatta e nel frattempo mi iniziavo a rendere conto di essere resiliente.

Dopo alcuni anni, trascorsi al laboratorio di Ricerca e Sviluppo, mi sono spostata al settore delle vendite Software e ho affrontato un’altra sfida importante come responsabile per Italia della linea di prodotti per la gestione dei sistemi centrali mainframe, cuore pulsante della maggior parte degli Istituti Finanziari e della Pubblica Amministrazione centrale. In quegli anni ho sentito una responsabilità enorme e ho dato il massimo per fornire le migliori soluzioni ed il miglior supporto, anche grazie al mio gruppo di lavoro, alla clientela.

In che modo hai integrato le nuove tecnologie emergenti, come l'Intelligenza Artificiale e l'analisi dei dati, nelle tue strategie di vendita e come hanno influenzato il tuo approccio al mercato?

L’analisi dei dati è una mia passione ed in ogni lavoro ho tentato di cogliere tutto quello che i dati a disposizione potevano raccontarmi, ho cercato quindi di avere un approccio basato sui dati per prendere decisioni informate.

L’analisi dei dati che effettuo nel mio lavoro riguarda i risultati storici al fine di individuare quello che ha funzionato per sfruttarlo come referenza e quello che non ha funzionato per poterlo migliorare. Inoltre, mi aiuta a prevedere l’andamento delle vendite ed eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati e mi permette di definire la migliore strategia per settore di industria e per paese.

Per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale, c’è un grande e crescente interesse per l’adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale generativa che rappresenta un’opportunità dal grande impatto economico ed è fondamentale per la sfida della “trasformazione digitale”. Parallelamente l’AI utilizzata nel mondo del business deve essere spiegabile, imparziale, trasparente e rispettosa della privacy; aderendo a questi valori la sua applicazione ha numerosi casi di uso, come il supporto alle risorse umane e la descrizione delle posizioni lavorative, la preparazione di campagne di marketing con e-mail personalizzate per tipologia di cliente, l’analisi del “sentiment” e il supporto ai clienti.

Qual è il ruolo dei leader aziendali nel promuovere una cultura aziendale inclusiva e diversificata?

Sono stata fortunata ad avere un bellissimo esempio di leadership: nel 2019 IBM ha lanciato la campagna Be Equal, per promuovere ogni dimensione dell'uguaglianza all'interno e all'esterno dell'organizzazione.

L'inclusione e la diversità sono concetti di grande rilevanza e nel contesto di una azienda internazionale dove la forza lavoro è sempre più diversificata, è fondamentale adottare pratiche inclusive che riconoscano il valore della diversità. Ciò non è solo un requisito etico, ma anche una strategia aziendale che porta ad a un vantaggio competitivo.

Lo scopo è promuovere un ambiente inclusivo in cui tutti i membri dell'organizzazione si sentano valorizzati e dove le loro differenze siano considerate fonti di arricchimento anziché barriere.

C’è bisogno di differenti prospettive per assicurare e migliorare la creatività e l’innovazione.

Nel mio attuale ruolo seguo l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa e sono quotidianamente a stretto contatto con specialisti provenienti da tutti questi paesi. Ognuno di loro ha una sua modalità di vendita e di relazione con i clienti dovuta anche a cultura e tradizioni. Io cerco sempre di adattarmi al loro approccio ed è per me fonte di grande crescita, ed anche divertimento, lavorare con colleghi di culture così diverse.

Relativamente alla presenza femminile in azienda l’Information Technology è un settore dove c’è una forte presenza di donne ma occorre sicuramente progredire nelle posizioni apicali.

A questo proposito è interessante uno studio condotto nel 2023 dall’IBM Institute for Business Value che ha visto la partecipazione di 2.500 aziende di 12 paesi appartenenti a 10 settori d’industria; lo studio ha rilevato un piccolo aumento del numero di donne nelle posizioni C-suite e nei Consigli di Amministrazione (il 12% in entrambi i casi) e un aumento fino al 40% della rappresentanza femminile tra i professionisti/specialisti junior (37% nel 2021). Tuttavia, la pipeline per le posizioni apicali non è ancora tornata ai livelli pre-pandemia, con un 14% di donne nel ruolo di vicepresidente senior (18% nel 2019) e un 16% di vicepresidente (19% nel 2019).

Inoltre, meno della metà (45%) delle organizzazioni partecipanti riferisce di considerare una priorità di business un numero maggiore di donne nei ruoli di leadership.

Personalmente ritengo che per prosperare in un mondo in rapida evoluzione, le organizzazioni devono dare priorità all’avanzamento delle donne e di tutti i gruppi storicamente sottorappresentati e agire per superare barriere strutturali e pregiudizi.

Qual è stato il tuo primo incontro con il mondo dei business angel e del venture capital, e cosa ti ha spinto ad entrare a far parte di Italian Angels for Growth?

Il mio primo incontro con il mondo dei business angel è stato nel 2020 quando in famiglia abbiamo deciso di investire prima in una start up che si occupa di Wealth Management e poi in una che si occupa di Marketing Digitale, entrambe consigliateci da un amico. Così nel 2021 ho avuto l’occasione di conoscere ed entrare a far parte di IAG, per condividere le operazioni di investimento e potermi avvalere dello scouting e del supporto del team.

Quello che mi ha particolarmente colpito di IAG è la condivisione di esperienze, il networking, le opportunità di formazione e la possibilità di incontrare imprenditori, membri di consigli di amministrazione e donne di grande valore ed esperienza che occupano posizioni al vertice e che mettono a disposizione le loro conoscenze.

Molto importante è il principio del Give Back che è una caratteristica primaria del business angel, che “ricorda quanto ricevuto e ricambia” dando vita ad un circolo virtuoso.

Un altro aspetto che trovo estremamente interessante è la diversità dei campi di applicazione delle attività imprenditoriali che consente di avvicinarsi a settori anche lontani dal proprio ambito di competenza lavorativo.

Quali sono stati i maggiori ostacoli che hai incontrato nel tuo percorso come investitrice nel settore delle startup e come li hai superati?

Essendo entrata in IAG ad inizio 2021, in piena pandemia, la difficoltà da neofita è stata soprattutto la mancanza di incontri in presenza e quindi il poter seguire solo da remoto le riunioni IAG o le sessioni di screening. È stato solo grazie al team IAG che ho iniziato pian piano a conoscere la terminologia e a orientarmi meglio.

Sono state molto utili anche i diversi workshop di formazione ed i suggerimenti dei membri storici, da cui ho capito l’importanza di distribuire il rischio e di diversificare, la necessità di ponderare attentamente le decisioni di investimento cercando di capire la capacità di scale up e la solidità del business plan.

Quali consigli daresti a coloro che sono interessati a entrare nel mondo dei business angel o del venture capital, basati sulla tua esperienza personale e professionale?

Il consiglio è sicuramente quello di entrare a far parte di un gruppo di Investitori al fine di orientarsi al meglio e sfruttare le possibilità che offre in termini di networking, di condivisione delle esperienze manageriali e di cultura di impresa nonché la preziosa attività di screening e di due diligence iniziale.

Per questo credo che entrare nel mondo dei business angel, e di IAG in particolare, è una situazione win-win sia per l’investitore sia per l’imprenditore.